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YOSSARIAN_73

41 M Modena, Italy

My Details

Last Online
May 13, 2013
Orientation
Straight
Ethnicity
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Never
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Single
Relationship Type
Offspring
Pets
Speaks
English (Okay)

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My self-summary
Write a little about yourself. Just a paragraph will do.
Affabilmente affabulo amiche allitterando. Brillanti battute, baci bollenti. Concettualmente concedo cuore e cervello. Detesto domeniche desertiche. Esco ed entro elegantemente. Faccio facce fintamente fosche. Gentilmente glisso, goduriosamente gemo. Hi! Help her. Ironico, intelligente, impedisco incontri infruttuosi. Lentamente lascio lei leccare laddove la lingua lambisce. Maschio, ma mani meravigliose: massaggi medicamentosi. Non nascondo nei: negligenti non nominatemi. Ordisco ordalie oppure organizzo orge olistiche (ontologicamente onerose) omettendo onanisti ;) Posso possederti piano per periodi prolungati, poi preferisco passare punte (polpastrelli) per pelli profumate. Questo quando? Rispondo ridendo: solo se sei simpatica, sensuale, spiritosa, sorprendente. Tutto tranne timorose, tremebonde, tignose, tragiche, traumatizzate, testosteroniche, tramortite, trascendentali, tentennanti. Urgentemente : voglio vederti venire. Zizzanie zero.

Ti cerco carina, ma non cafona, curiosa, ma non compulsiva, cerebrale, ma non celebrità. Ti vorrei complice, perversa, ma non pervertita (il perverso per torturarti usa una piuma d'oca, il pervertito usa tutta l'oca). Insomma, se ci sei.. sappi che ci sono ;)
What I’m doing with my life
Don’t overthink this one; tell us what you’re doing day-to-day.
Che sto facendo della mia vita?

Direi tanti stupendi coriandoli. Ma sarei troppo nichilista, per quanto colorato e poi direi una bugia.

Potrei dire che lascio che il Destino conduca i miei passi, ma direi un'altra cazzata: la vita è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani del destino.

Potrei dire d'essere un vero maestro d'incoerenza: così incoerente con me stesso che, se facessero un campionato d'incoerenza, arriverei ultimo.

Mettiamola così: della mia vita faccio una distesa erbosa dove, tu che passi, puoi fare un picnic sotto la frescura frondosa di un salice piangente, quando il sole batte a picco. E, se infuriasse un temporale, la pioggia non arriverebbe. Se facesse freddo, invece, muretti a secco di pietre levigate e piacevolmente impilate, impedirebbero che le folate gelide ti infastidiscano.
Qualora avessi fame, troveresti lì un cestino pieno delle tue leccornie preferite, soprattutto quelle che non assaggi da quand'eri piccina e di cui serbi il ricordo, indelebile, dell'ottimo sapore e, solo riassaggiandole, scopriresti, stupita che sono semplicemente più buone di quanto ricordassi.
E se ti addormentassi sul plaid disteso morbidamente su un terreno privo di asperità, le formiche non ti darebbero fastidio, anzi, con solerzia silenziosa e sopraffina, sparecchierebbero, raccoglierebbero solo le briciole per portarle lontano, per sfamare formichine educate e, il di più, per uccellini colorati e discreti che cacherebbero solo sulle auto delle persone che ti stanno sulle scatole.

Invece se la domanda fosse: cosa fai nella tua vita...

aaah, be' allora...
The first things people usually notice about me
I’m an empty essay… fill me out!
"E' folle. Assurdo. Incontrarlo potrebbe stravolgere la vostra vita!" (il suo organista di fiducia).

"quando l'ho incontrato, la prima cosa che si nota... insomma... è questa... moralità! Quasi un asceta, ti guarda con ironica saggezza, senza giudicarti mai. E la sua mano destra non sa mai cosa sta facendo la sinistra. O viceversa... " (una ragazza d'un peep show).

"ti verrebbe voglia di donargli un organo..." (sempre il suo organista di fiducia).

"Concordo..." (sempre la ragazza del peep show).
Favorite books, movies, shows, music, and food
Help your potential matches find common interests.
eccola. Una di quelle liste che ti snervano...
ok, mettiamola come un work in progress:
LIBRI:
in questo momento sto leggendo due saggi sul Tempo (non "quello che fa", ma quello che passa mentre noi facciamo o facciamo a meno di fare: uno dei due è una filosofia dei viaggi nel tempo. Bello, interessante, spesso snervante, da farti venir voglia di tornare indietro nel tempo e prendere un altro libro. O uccidere Hitler. O regalarglielo.)

Li intervallo con romanzi vari ed eventuali: gli ultimi due letti - regalatomi non so con quale sadica intenzione - sono d'una tristezza devastante, per cui ATTENZIONE, ve li sconsiglio vivissimamente: uno è Non ti Addormentare di tale S.J. Watson, l'altro è Io Non Sono un Serial Killer di tale Dan Wells, e ti verrebbe voglia di prendere la protagonista del primo e chiuderla in una stanza con il protagonista del secondo. E dire a lui: ma sì che sei un serial killer. Non fare il timido.
Oppure chiuderci i due autori. E con loro il sosia, anzi il doppelganger, in peggio, della buonanima di Paviglianiti, il ciccione che, nelle clip di Cinico Tv, mangiava fagioli e scorreggiava. Ecco. Loro due, Paviglianiti e sigillare la stanza.
Auguri.

ALCUNI SCRITTORI CHE MI PIACCIONO ASSAI:
WU MING,
da quando scrivevano come Luther Blisset, sino al loro seppuku
(che poi se un suicidio dà come frutto Q... cioé, ce ne fossero di seppuku - simbolici, s'intende - di autori vari).
per cui: Q di Luther Blisset, 54 di Wu Ming. New Thing di WM1, Manituana, Guerra agli Umani; GIAP!; L'anatra all'arancia meccanica. E tutti i loro podcast che mi fanno compagnia quando vado a correre e di cui non li ringrazierò mai abbastanza.

DAVID FOSTER WALLACE.
Infinite Jest, anche se è un libro disonesto, visto che lascia il suo finale sospeso lì, come un groppo in gola che non saprai mai se ti passa o ti strangola. Qualcuno dice che il bello è questo.
Sapendo come è andata a finire per DFW, direi che no. Restar sospesi non è mai bello. Anche letteralmente.
La prima cosa che lessi di lui fu Una Cosa Divertente che Non Farò Mai Più.
Mi folgorò. Ci rimasi attaccato sino a quando qualcuno non tolse la corrente (nella fattispecie: l'ultima pagina).

CHUCK PALAHNIUK.
Survivor, per me, è il suo libro più bello. Subito dopo viene Invisible Monsters. Poi Soffocare, ma a pari merito con Rabbia. Fight Club sarebbe al secondo, se non fosse per (l'ottima) riduzione cinematografica di David Fincher (che poi, alla fine, stringi stringi, dopo s'è tenuto su una media discreta, ma niente da farmi dire: David, fai di me quello che vuoi: tagliami la testa ed usala come dispenser per il sapone liquido.
Finora comunque ho ancora la testa sulle spalle. Però se qualcuno dei miei scrittori o registi preferiti mi chiedesse di staccare la testa di qualcuno per farci le cose più improbabili o malate... oh, io una lista di nomi di gente inutile da decollare ce l'avrei pure...)

CLIVE BARKER
Che adesso non so che fine abbia fatto, ma quand'ero ragazzino riuscì a detronizzare Stephen King dal trono di re dell'horror per me.
Clive Barker ha scritto racconti assolutamente neri e fuori di testa (pubblicati nella serie dei Libri di Sangue). E romanzi che mi hanno appassionato anni fa e che ricordo con un brivido di piacere, tre su tutti: Gioco Dannato, Il Mondo in un Tappeto e Apocalypse.
Se leggete questi tre romanzi, vi renderete conto di cosa intendo. Ovvio, deve piacere il genere.
Attualmente pare abbia scritto libri per ragazzi, un po' alla maniera di Neil Gaiman, ma non lo seguo più da un pezzo...

SERIE TIVVU'...

perché, diciamocelo, oramai il pubblico televisivo in taluni casi è sgamatissimo. Scafato peggio di Scarface quando doveva scalare i vertici della mafia di miami.
E spesso facciamo (mi ci annovero) delle cadute rovinose come Al Pacino quando si rinchiude in casa a pippare chili di coca dopo aver rifiutato di uccidere il giornalista boliviano per conta di Sosa e dopo aver ucciso Munny per gelosia verso la sorella... insomma, certe volte prendiamo delle bancate sui denti per colpa di alcune serie tv che ci avevano monopolizzato l'attenzione al punto di non considerare neanche la nostra compagna dell'epoca (è una scusa. Figuriamoci se per una serie tv non si considera la morosa. Semplicemente ormai con lei le cose stavano andando a farsi fottere e "dai, non mi rompere, sto finendo di vedere..." è solo una frase da pusillanimi).
A me, non è successo. Nel senso, che quando ci siam lasciati, entrambi abbiamo finito di vedere quel che avevamo cominciato. Non è che ci siam detti "finiamo e poi addio".
Però di sicuro la delusione ha fatto correre le crepe sul parabrezza della nostra relazione che già aveva preso qualche scheggiatura di quelle che di solito qualsiasi Mr. Glass ci mette una pezza, ma qui manco tutta la famiglia Glass poteva porre rimedio... comunque questa è un'altra storia.
La serie per cui ho fatto la fine di Scarface convinto che mi portasse in cima al vertice delle mie soddisfazioni seriali ed invece è stata come la coca che m'ha imbrattato il naso del giudizio è stata...

LOST.
Diciamocelo: LOST era figo. L'Isola, i flashback. Gli Altri. E poi la Botola, la Dharma, il fumo nero. Shepard, Locke, Sawyer, Linus, Sahid, i flash forward e i viaggi nel tempo ed il teletrasporto e cazzi e mazzi...
sei stagioni tra forum, Lostpedia, rumors, spoilers, video virali... ma vafangulo va.
Sei stagioni. E l'ultima triste, che era quasi metà di quelle precedenti (e poi dicono che non ci sono più le mezze stagioni...)
Se anche voi ci siete rimasti male, capite cosa intendo.
Se ci siete rimasti bene, io sono contento per voi, sinceramente, e vi auguro che nei momenti di più nero sconforto, quando il mondo sembra cospirare contro la vostra felicità, vi possa dare una stilla di gioia ripensare a quell'immensa cagata dell'ultimo episodio di LOST...

BREAKING BAD.
Quando Lost è finito io sono rimasto orfano. Ma mica un orfano contento, macché.
Come un orfano che ha scoperto che i suoi genitori, che amava con tutta l'anima, erano soliti organizzare, quando lui era a dormire, orge per riti satanici in cui venivano uccisi cuccioli e tutto veniva filmato per il mercato degli snuff. E scopre che sono morti mentre cercavano di avere un rapporto contro natura con un coniglio nano ed indossavano entrambi un sacchetto di plastica in testa.
E così li hanno ritrovati. Col sacchetto di plastica in testa. E papà che sul pipolo aveva ancora su il coniglio nano, come un preservativo di peluche.

Per cui quando mi sono imbattuto in BB di Vince Gilligan all'inizio ero scettico e poi...
insomma, ci sono ricascato: Breaking Bad - per i miei gusti - è lo stato dell'arte di una serie tv americana.
E' violento, crudele, tenero e feroce, grottesco e pulp e drammatico e paradossale.
Ha dei grandi personaggi ad iniziare dal protagonista Walter White aka Heisenberg sino all'ultimo delle (s)comparse (c'è persino la mamma dell'autore che compare in una scena dell'ultima puntata trasmessa sinora, la 4x13).
Ne parlerei per ore ed ore, ma al momento, mi fermo qui...

(continua...)

CIBO.

Mi piace cucinare.
Ora, se vado a sbirciare su una buona parte dei profili presenti qui, il fatto che ci piaccia il cibo e cucinare è così scontato che se qualcuno scrivesse: mi nutro succhiando il sangue, tutti a dirgli: ma manco due uova al tegamino sai fare?!
Il punto è che cucinare per me è terapeutico.
Lo so, è un'altra parola abusata, me ne scuso: diciamo che cucinare mi fa stare bene.
Ho imparato a cucinare da quando mi son trasferito a Modena. Prima ci pensava mammà, per cui che me ne fotteva?
Poi quando ho dovuto badare alla mia sussistenza avevo dinanzi a me due prospettive:
1. i salti in padella,
2. imparare.
Ho preferito la seconda.
Anche perché, quando ho voglia di coccolarmi o coccolare (o collocare, come ho detto una volta ad una persona squisita), inizio il mio percorso alchemico cominciando dalla spesa, al mercato: il fatto di girare tra le bancarelle in un profluvio di odori, colori, saggiando la consistenza di verdure, informandomi sulle spezie, rompendo le palle ai macellai o fruttivendoli... è come se rendesse la ricetta più buona (chiariamoci: non è che se rompi le palle al fruttivendolo poi la macedonia diventa sublime. Quello, il fruttivendolo, te la tira dietro la frutta).
E poi l'atto stesso della preparazione che mi affascina: come tutti gli ingredienti, dopo, in fase di cottura, riescano a diventare qualcosa che solletica i cinque sensi, spesso con sinestetica efficacia.
Il piatto che mi riesce meglio?
A parte una spettacolare pasta e fagioli, di solito i primi, con la pasta cotta "a risotto". ma anche coi secondi non me la cavo male.
I dolci mi danno un po' più da fare. Anche perché ho un forno che non rende il massimo ed i dolci sono un pianeta che va curato, pena la sua distruzione totale...
I spend a lot of time thinking about
Global warming, lunch, or your next vacation… it’s all fair game.
Allora, antecedentemente ambivo allori.

Bastava bere brandy barricati.

Credevo (coglione) crescesse carisma costantemente.
Dopo detestavo dibattere: ero equivoco ed evidentemente ebete (endorfine erodevano eloquio etilico).

Fasti fallaci, feste fugaci.
Gocce grondavano, giacché, galvanizzato, giocavo - giullare -
gesticolando.

"Hai handicap?"

Io, imbarazzato, ignoravo illazioni.

Lasciavo lezzo liquoroso lungo la litoranea, mentre - mesto -
mendicavo maieutiche mendaci (ne necessitavo, nelle notti
napoletane).

Ovunque ostentavo occhiaie orribili.
Potevo permettermele? Probabilmente poco. Quindi questuavo
qualche quadrifoglio.

Ricordo rotture, rampogne, rabbia e rassegnazione.

Ritornare ridendo: sapevo sicuramente sorridere, sarei simpatico se solo smettessi sesquipedali stronzate...

...

Tanto tempo trascorso.
Tutto torna tranquillo.
Tuttora, temo tracollo.
Trincerarmi? Tortura terribile.

Ucronia?

Vero.

Volevo vanificare verbalmente vanagloria.

Zelo Zero.

Zaungast?
Zuzzurellone ;)
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